Settembre per me è sempre un nuovo inizio: nuovi obiettivi, nuove abitudini, nuova energia. E ogni anno, puntualmente, arriva anche la stessa domanda davanti all’armadio — cosa mi metto adesso che l’estate è finita e non è ancora inverno.
Quest’anno ho fatto una cosa: l’ho chiesto a voi. Nel mio canale ho lanciato un sondaggio sulla camicia bianca, e su sedici risposte undici dicono di metterla tutte le settimane. Tre la usano per divertirsi con gli outfit, due solo per lavoro.
Sono numeri piccoli, è un sondaggio tra amiche. Ma dicono una cosa che sospettavo: la camicia bianca non è un capo qualsiasi. È quello a cui torniamo quando non sappiamo cosa mettere.
Il jolly
La chiamo così: il jolly. Perché è l’unico capo che cambia identità a seconda di cosa gli metti intorno.
- Con i jeans e le sneakers è sportiva, per la giornata in cui devi correre.
- Con i pantaloni eleganti e una cintura diventa da ufficio, e nessuno la discute.
- Con la gonna a tubino e un tacco è la sera.
- Con una gonna midi, una cintura e un sandalo è quella che indosso per andare a Venezia — semplice, ma chic sul serio.
Quattro look, un capo solo. E non è che sembra sempre la stessa cosa: cambiando gli abbinamenti cambia proprio il registro.
Il consiglio per risparmiare
Adesso però il consiglio vero, quello che mi ha fatto risparmiare più di ogni altro.
Pescate dall’armadio dei vostri mariti.
Lo faccio da anni. Rubo sempre le camicie di mio marito, e non per pigrizia: sono over, stanno bene con tutto e danno quel tocco maschile che secondo me non guasta mai. Una camicia da uomo ha le spalle più larghe, le maniche più lunghe, il tessuto più corposo. Addosso a una donna quella sproporzione diventa esattamente il punto: sembra presa in prestito, e quel “presa in prestito” è la cosa che la rende interessante.
Se in casa non avete un armadio da saccheggiare, andate al reparto uomo e compratene una vera: bianca, di cotone, bella larga. Costa meno di una camicia da donna dello stesso tessuto e vi dura il triplo.
Perché funziona davvero
C’è un motivo per cui questo capo regge da cent’anni ed è sopravvissuto a tutte le mode: non chiede niente a chi lo indossa.
Non deve valorizzare, non deve nascondere, non deve dire qualcosa di te. Sta lì, pulita, e lascia decidere a te che giornata è. È il contrario del vestito che indossi e che poi ti indossa.
Un capo che non ti mette in difficoltà la mattina vale più di dieci che ti stanno benissimo una volta l’anno.
Ed è anche il motivo per cui vale la pena spendere bene: non sul numero di capi, ma su quel capo lì. Una camicia bianca buona la mettete duecento volte. Una che si ingrigisce al terzo lavaggio, tre.
Ma non è davvero una questione di camicie
Siamo donne, abbiamo mille cose da fare e mille ruoli da vivere. Madri, figlie, mogli, imprenditrici, amiche — spesso tutto nella stessa giornata.
E in mezzo a tutto questo la nostra energia parte da noi. Non dagli altri, non da come vanno le cose: da noi. Siamo noi le prime responsabili della nostra carica, del nostro tempo e di come scegliamo di iniziare ogni giornata.
Ecco perché parlo di una camicia. Non perché la camicia cambi la vita, ma perché una mattina in cui ti vesti in due minuti e ti senti a posto è una mattina che parte bene. E le mattine che partono bene, sommate, sono mesi che vanno diversamente.
Poi il resto viene da sé: dedicatevi a qualcosa che piaccia davvero a voi. Iniziate uno sport, provate il Pilates, il tennis, una cosa nuova qualsiasi. L’ho fatto e ho capito quanto gli stimoli nuovi riescano a regalarci energia e motivazione.
Quindi settembre: facciamolo partire bene. Per noi.